Ormai ci siamo (quasi).. il 2020 sta per concludersi..
Un anno che verrà ricordato molto a lungo e probabilmente destinato a fare parte di pagine dei libri di storia di tutto il mondo per diverso tempo..
Mai come quest’anno ci si ritrova a voler voltare pagina velocemente, confidando e sperando nel buonismo del 2021.
In questo quadro in cui prevalgono colori cupi, visi tirati e spesso tristi, sguardi perlopiù assenti o spaesati, fortunatamente io riesco a vederci qualche spiraglio di luce.
Sì, perché sono stato molto fortunato.
In un anno così complicato, sono riuscito a raggiungere obiettivi rincorsi da diverso tempo e che hanno portato in me nuovo entusiasmo, nuovi stimoli, e con essi cambiamenti significativi.
Il nuovo lavoro: una cosa che ho fortemente voluto per continuare un percorso di crescita professionale e dare una svolta importante alla mia carriera lavorativa.
La vittoria del campionato di calcio a 5: una soddisfazione sportiva arrivata prima che il girone di ritorno giungesse al termine ma comunque meritata.
L’esplosione della vena poetica: la scelta di smascherare una parte interna di me a lungo nascosta, culminata con il terzo posto al concorso di poesia “Poesia dell’anno 2020 – Premio Letterario Area Cultura 2020”.
Il pellegrinaggio a Sant’Anna: un cammino di 60 km a piedi, durato 13 ore e mezza, e capace di mettere fortemente alla prova fisico e mente.
Il rimodernamento della casa: una ventata d’aria nuova per scuotere l’abitudine che dopo dieci anni potrebbe diventare una pericolosa compagna di vita.
La famiglia. Prima di tutto e più importante di tutto. L’avere più tempo, anche se forzato dagli eventi, per stare insieme, è un qualcosa dal valore inestimabile, e che spesso si sottovaluta. Senza, non avrei potuto raggiungere i miei traguardi.
So di essere in controtendenza, ma non per questo insensibile al mondo che sta fuori, anzi proprio per questo mi ritengo fortunato.
Ma ho sempre creduto in quello che facevo e soprattutto dove volevo arrivare. Non ho finito di correre, non mi sento arrivato, ho ancora voglia di essere protagonista.
Lo pensavo ai tempi di “Andrà tutto bene”, lo penso ancora di più oggi.
Fuori, intorno, c’è tanta negatività, ma non tutta è giustificata. A volte è una comodità.
Spostiamo lo sguardo all’orizzonte, dove albeggia, dove il sole tramonta, è là che si trova la luce, e con essa la positività di cui abbiamo bisogno.
I nostri avi in fondo dicevano: “Chi cerca trova..”, “La fortuna aiuta gli audaci..”, …, quindi sta a noi voler dare una svolta.
Buon 2021.
Alessandro





