L’orizzonte, quella linea sottile
che segna il confine tra il cielo ed il mare,
un tratteggio che separa
ciò che è noto da quanto ignoto,
un velo che divide
la realtà dal sogno.
Là, dove lo sguardo si perde di vista
nascono onde che giungono a riva,
fino ad accarezzare dolcemente
i primi curiosi granelli di sabbia
ed i pensieri
che insieme si affacciano.
L’orecchio si pone per ascoltarle
ma loro non possono parlare
o forse sono io
a non riuscire a comprendere
la loro voce.
L’orizzonte, quella linea infinita
capace di nascondere il sole la notte
per poi farlo emergere all’alba
e vederlo tuffarsi al tramonto.
Lo sguardo resta là,
d’un tratto spuntano vele,
ciascuna in cerca del proprio tesoro,
in rotta verso il proprio futuro.
L’orizzonte, quella linea magica
che la sera sfuma
e con il buio scompare
in un istante in cui si perde il confine
non esistono più cielo né mare
finché la luna
perfettamente tonda e bianca
si accende ad illuminare
e tutto sembra tornare.
Laggiù, dove lo sguardo ancora dimora,
nuove onde partono verso riva,
altre vele inseguono diversi panorami,
mentre i miei pensieri
spingono per raggiungerle
e poterci salire.
Allungo le braccia per avvicinarle a me
ma non riesco a toccarle,
così mi ritraggo,
mentre la luna è intenta ad osservare.
A riva resto in attesa delle onde,
al loro arrivo ne accolgo le carezze,
e mi lascio trasportare
fino a raggiungere quelle vele,
e finalmente partire a viaggiare,
oltre quella linea,
oltre l’orizzonte,
per iniziare a sognare.
La luna intanto scompare,
portando con sé
un segreto da custodire,
fino al prossimo orizzonte,
quando il sogno
per mano del mare
sarà ricondotto a riva
per diventare realtà.
Autore: Servetti Alessandro
Data scrittura: 26 gennaio 2024