Uno spicchio di luce,
dimora sopra ogni sguardo,
appeso come un quadro,
su un foglio di cielo,
prima a sfondo blu scuro,
poi rosa arancio,
infine azzurro,
quando ad un tratto scompare.
È notte fonda e soffia il vento,
che giocherellone
vorrebbe farsi dondolare,
non trovando però
in quello spicchio di luce
un compagno amico,
sempre incollato, fermo, al suo posto.
La notte si dirada e sbuffa forte il vento,
che indispettito
vorrebbe far cadere quello spicchio di luce,
non trovando però in lui
alcuna debolezza,
ancora aggrappato, sicuro, al suo appoggio.
Le prime luci dell’alba si accendono
e sbadiglia il sole,
che ancora addormentato
fa capolino cercando un bagliore propizio
che lo aiuti ad aprire gli occhi,
trovando però uno spicchio di luce
che lentamente si dissolve.
Il giorno si compie e splende il sole,
che radioso
vorrebbe illuminare quello spicchio di luce
che lo ha fatto innamorare,
per farlo tornare,
non riuscendo però
nell’intento di riportarlo al suo posto.
Arriva la sera,
gli ultimi voli di uccelli
lasciano spazio
a scie di stelle,
preludio alla notte,
che a passo lento,
schiude il telo del palcoscenico.
Là, in quello stesso punto,
come un trucco di un illusionista,
la luna dal nulla ricompare,
riprendendosi la scena,
vestita in abito da sera,
piena nella sua forma,
nella sua luminosità,
dea della bellezza,
che ha incantato l’Olimpo,
e che ogni sguardo
sa far innamorare.
Autore: Servetti Alessandro
Data scrittura: 11 aprile 2022