Quante volte
guardando la scia di un aeroplano nel cielo,
fermandoci,
ci siamo chiesti
quale fosse la meta di quel viaggio,
immaginando,
un istante dopo,
quale potesse essere la risposta,
ma senza mai sapere davvero
dove quella striscia bianca
avrebbe incontrato la sua fine.
Quante volte
guardando la luce di un aeroplano nel cielo,
fermandoci,
ci siamo chiesti
se fosse una stella a brillare,
cercando nell’aria,
un attimo dopo,
una possibile risposta,
ma senza mai sapere davvero
dove quella lucina intermittente
avrebbe smesso di accendersi
e di spegnersi.
Poi da bambini
si diventa grandi,
ma la storia si ripete,
e quando alziamo gli occhi al cielo,
se azzurro perché giorno,
o se scuro perché notte,
non importa
perché continuiamo a cercare
scie o luci di aeroplani
per ritrovarci a sognare.
Finché un giorno,
come per magia,
su quell’aeroplano ti ritrovi davvero,
non ti accorgi di salire,
lo capisci solo quando ci stai viaggiando sopra.
Il giorno in cui
l’hai guardata negli occhi
e poi l’hai presa per mano
per intraprendere un volo
di cui non conosci la meta
ma senti che ne vale la pena.
E su quel magico aeroplano,
guardando fuori dal finestrino,
mentre stai volando
sopra un tappeto di nuvole,
tra una stella e l’altra,
riecco la scia,
quella di un cuore
che si accende e si spegne
mentre sta scrivendo “Ti Amo”.
Autore: Servetti Alessandro
Data scrittura: 21 gennaio 2023